domenica, 14 settembre 2008 | in : informazione

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Adelante, settembre 2008

Sembra passata un’eternità da quando la gente era ancora infuriata per le tasse, per gli sprechi della politica, per Mastella e la sua famiglia. Quando La casta era letta da un milione di persone. Sembra passato tanto tempo, ma sono solo cinque mesi. Di novità ne son successe, certo. Veltroni e d’Alema hanno creato due televisoni via satellite per il Pd (una a testa), Vendola e Ferrero hanno amichevolmente spezzato in due Rifondazione, la Georgia ha occupato coi militari l’Ossetia e ne ha pagato le conseguenze, Bin Laden continua a bivaccare sui monti del Pakistan mentre gli Usa tentano di prenderlo da sei anni con 40.000 uomini. In Israele, uno stato perennemente in guerra fin dalla nascita, il Premier Olmert si è dimesso perché indagato e per dimostrare la sua innocenza nei panni di semplice cittadino.

In Italia, invece, è salito al potere il terzo governo Berlusconi. Ed è diminuita di colpo l’indignazione della gente. Viene da chiedersi il motivo. Gli Italiani non sanno cosa sta succedendo? Forse sono convinti che, grazie a Brunetta, i furbi sono diventati responsabili lavoratori. Che a Napoli è sparita la monnezza per strada e non i giornalisti che la raccontavano. Che ora non dobbiamo più pagare l’ICI e i comuni continueranno a vivere lo stesso. Che col federalismo saremo tutti più ricchi, al Nord come al Sud. Forse anche tutta quella gente che pochi mesi fa assisteva estasiata ai comizi dei vari Borghezio, Bossi, Tremonti davanti all’Alitalia, per salvarla dalle sozze mani francesi, è felice di quello che sta succedendo.

E’ felice che l’azienda, ormai quasi salvata dall’intervento di Air France (che, grazie a Prodi e Padoa-Schioppa, era pronta a comprarsela con tutti i debiti e i tre quarti degli attuali licenziamenti) probabilmente fallirà a causa di una promessa elettorale powared by Lega&Berlusconi. I quali, buon per loro, erano convinti che i lavoratori avrebbero accettato di buon grado 6000 esuberi e il dimezzamento degli stipendi solo per far piacere ad una cordata di imprenditori rigorosamente italiani che si sarebbe presa la parte sana dell’azienda (in aggiunta a cospicui appalti per l’Expo di Milano, come ringraziamento) lasciando patriotticamente i debiti allo Stato (cioè noi).

Forse non tutti sarebbero soddisfatti di ciò che sta accadendo, se solo ci fosse qualcuno che raccontasse loro i fatti. Se il Tg1 sostituisse la rubrica di cucina con dei servizi su Napoli oppure spiegasse che il Lodo Alfano pone tre cittadini al di sopra della Costituzione, che avere le impronte digitali di bambini Rom nelle questure non servirà ad aumentare la sicurezza e che i 3000 soldati mandati nelle nostre città fanno solo paura ai turisti, insomma se il Tg1 facesse informazione, magari molta gente si chiederebbe per chi ha votato. Parlo del Tg1 come degli altri telegiornali Rai, che campano col nostro canone, e da cui possiamo pretendere un’informazione seria.

Se la gente tornasse ad incazzarsi e a far di tutto per ottenere un giornalismo vero, indipendente dai partiti politici, allora anche la nostra cara Italia potrebbe diventare una democrazia in cui il popolo, oltre che ad essere sovrano, è consapevole di ciò che accade. Ed è molto più difficile ingannare la gente, quando è ben informata.

 

 
melchiades @ 13:21 | commenti (popup) | commenti
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