sabato, 20 giugno 2009 | in : politica

casapound_italiaDa alcuni mesi a questa parte quelle che si pensava fossero soltanto voci infondate, si sono rilevate esatte. L’associazione neofascista Casa Pound, nata nel 2003 in un centro sociale di estrema destra a Roma, sta ora mettendo radici in tutta Italia, Cuneo compresa.

Si è cominciato con la comparsa circa un mese fa, dei primi volantini per le vie del centro cittadino inneggianti ad “assaltare il futuro”, per poi passare a dei veri e propri volantinaggi tra gli studenti delle scuole superiori, molti dei quali hanno mostrato viva preoccupazione, essendo convinti che in Italia la ricostituzione del partito fascista fosse ancora vietata (come recita la nostra Costituzione).

Ma andiamo con ordine. Cosa vuol fare Casa Pound? Dal programma politico presente nel suo sito si scorgono alcune proposte di natura socialista (alti contratti statali di disoccupazione, aiuti alle classi povere, lotta al potere delle banche, ecc…), ma che mirano soprattutto alla pancia della gente, a discapito della loro fattibilità.

Casa Pound, poi, non esita a scagliarsi contro la globalizzazione, proponendo in alternativa un’autarchia a livello europeo. Non mancano naturalmente duri attacchi ad una società multirazziale. Il valore demagogico di tali proposte è evidente. Anzi, molte di queste iniziative risultano a dir poco irrealizzabili e ricordano quelle che 70 anni prima aveva proposto un noto dittatore italiota, finito poi impiccato dalla folla inferocita in Piazzale Loreto, dopo aver portato l’Italia prima al fascio, e poi allo sfascio.

Da ciò che si può sempre leggere sul sito, Casa Pound si propone alla stregua di un movimento aperto e liberale: “Noi ci battiamo per un mondo plurale ed in cui le differenze, sotto qualsiasi forma, siano tutelate e incrementate”; e ancora: “Chi ci accusa di odiare il diverso, quindi, sta semplicemente riciclando uno stereotipo giornalistico che esprime ciò che vorrebbe denunciare: pura e semplice ignoranza”.

Affermazioni di questo tipo, però, non hanno convinto più di un centinaio di giovani cuneesi, che hanno aperto su FaceBook un gruppo dal nome “Fermiamo Casa Pound”. Ciò che fa paura, infatti, aldilà delle dichiarazioni d’intenti che si possono leggere sul sito ufficiale, sono i continui rimandi di Casa Pound alla cultura fascista, che con la libertà (ogni libertà) ha davvero ben poco a che fare, come ci dimostra il triste ventennio di feroce dittatura subito dal nostro Paese all’inizio del ‘900. Per non parlare del più celebre e curioso fra tutti i passatempi che hanno ideato: la cinghiamattanza. “In un mondo che ha prodotto anoressia, automutilazione, castrazione, stanchezza, a noi piace giocare riscoprendo la bellezza del corpo nel sudore, nell’allegria, nell’azione.” Già, e cos’altro c’è di meglio per farlo se non prendersi vicendevolmente a cinghiate? Geniale.

Lancio una proposta ai ragazzi di Casa Pound: se davvero volete soltanto riappropriarvi della vostra partecipazione nella politica, darvi da fare per migliorare la società in cui viviamo, senza luoghi comuni e insulti, allora smettetela di imbrattare le strade con simboli e frasi di matrice fascista, ma entrate nel volontariato sociale (Libera, Croce Rossa Italiana, LVIA, ecc…) e non chiudetevi in slogan e ideologie di un passato che, per quanto possiate evocare, non vi appartiene.


ED ECCO LE REPLICHE ALL'ARTCIOLO:

Serale, di Azione Giovani Cuneo.

Leggo con un misto di incredulità e divertimento gli scritti del signor Borgogno su Targatocn. L'attacco all'associazione Casapound (peraltro associazione regolarmente costituita e registrata) sembra portata avanti più per i soliti preconcetti verso la cultura dell'estrema destra piuttosto che per i veri argomenti. Capisco lo stile da giornaletto schierato di istituto,ma mi piacerebbe ribattere ad alcune affermazioni ridicole ed anacronistiche dell'articolo. Innanzitutto che cos'è Casapound? Casapound è un'associazione di giovani, di chiaro stampo estremistico di destra costituitasi a Roma nel 2003.

Il fulcro della sua attività è l'occupazione a scopo abitativo di stabili disabitati, si accomuna quindi ai tanti “centri sociali” presenti nella nostra realtà nazionale, di stampo socialcomunista, anarchico e di protesta sociale. Il programma politico presentato nell' articolo pubblicato è solo una piccola rappresentanza del vero programma di CP. Vengono contestati gratuitamente e con cieca convinzione solo i passaggi di chiaro stampo utopistico-demagogico propri dell'estrema destra, ma non vengono evidenziati valori positivi come la rinascita della cultura nazionale, l'attacco alle multinazionali(sì, quel No-globalismo affine e caro alla cultura di sinistra),il diritto al lavoro ed al nucleo abitativo, il potenziamento della sanità pubblica, il diritto alla vita, alla cultura ed allo studio,la salvaguardia dell' agricoltura biologica, l'indipendenza energetica etc...

Non viene nemmeno accennato l'ambizioso e maturo progetto del 'mutuo sociale per il diritto alla casa (progetto da me ammirato e tenuto d'occhio con molte speranze per l'attuazione futura). Sicuramente per giudicare un movimento od un gruppo di persone ci vuole anche un minimo di confronto positivo. Nessuno ha evidenziato il fatto che CP ha riqualificato alcuni stabili in zone malfamate rendendoli spazi di aggregazione giovanile, eliminandole dalle mani dello spaccio e del degrado, aiutati dalla popolazione locale. Nessuno ha detto che CP è riconosciuta dal Comune di Roma e da tante realtà comunali Italiane. Si invitano infine i militanti di Destra ad iscriversi a Libera o alla CRI per dedicarsi al volontariato. Qualcuno dica all'autore che i ragazzi di CP sono stati tra i primi a mettere in moto il volontariato, raccogliendo materiale ed aiuti per le popolazioni terremotate di Abruzzo, allestendo un campo di volontari per la ricostruzione a Poggio Picenze dotato di magazzini propri per la distribuzione degli aiuti. Tutto effettuato solo con il lavoro volontario e l' organizzazione degli appartenenti.

Inorridisco infine davanti alla mancanza di conoscenza storico culturale dell'autore, sulla sua ignoranza (il 'dittatore italiota' non mi risulta impiccato)e dal pressapochismo delle sue parole.
Sicuramente non mi riconosco a prescindere nei valori e nella totalità delle azioni di Casapound. Anzi condanno apertamente alcune delle loro idee,delle loro azioni e delle loro ideologie ma alcune iniziative, azioni ed ideali non sono diverse dal concetto della destra sociale moderna. La solita retorica sinistroide del fare di tutto quello che c'è a destra 'un fascio' (mai parola più appropriata al caso) oramai è anacronistica e superata. Si può parlare, ci si può confrontare, ma l'attacco fine a se stesso è vile e dimostra una scarsa preparazione politica e retorica.

Risposta di Racca, Casa Pound Piemonte.

Ringrazio sentitamente di cuore la testata TargatoCn e l'autore Oscar Borgogno, per l'interesse e i consigli che ci hanno esposto, ma noi preferiamo assaltare il futuro e riprenderci tutto, e, quindi, preferiamo CasaPound. Niente male per dei fantasmi aprire 20 pub in un anno, 15 librerie, e tanti altri avamposti in tutta Italia. E poi, si sa, i fantasmi sono anche biricchini, quindi ecco che 3 fantasmi cuneesi hanno partecipato, subito dopo il terremoto, al Campo Base di Poggio Picenze (L'Aquila), assieme a altre decine di piemontesi... E non dimentichiamo che questi fantasmini con il simbolo della tartaruga, in Piemonte, hanno sedi a Torino, Novara e nel Vco, dove un ragazzo/fantasma si è anche candidato per il rinnovo del consiglio comunale di Verbania. Nell'attesa che il giornalista in cerca di scoop (quale poi?) trovi i ghostbusters giusti - aggiunge il responsabile Piemonte di Cpi - l'attività procederà intensa nel cuneese come nel resto della regione. E vi ricordo che siamo fantasmi un po' strani, di quelli che agiscono alla luce del sole, con le proprie faccie e i propri nomi. Quindi, se volete parlare di CasaPound, non avete che da contattare il responsabile e fargli le domande del caso.

melchiades @ 13:15 | commenti (popup) | commenti
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