lunedì, 29 giugno 2009 | in :
(Replica che TargatoCn non ha voluto pubblicare. Se volete, diffondetela.)

Sono soddisfatto che il mio articolo abbia suscitato tutto quest’interesse. Ci tengo a precisare che esso esprimeva il mio pensiero, non la linea editoriale di TargatoCN (cui va la mia gratitudine per avermi dato l’opportunità di esprimere liberamente il mio pensiero).
Visto che alcuni hanno speso parte del loro tempo per rispondermi, contraccambio la cortesia replicando ad alcune loro critiche.
Primo. Non capisco questa fretta di identificarmi con un ragazzo di sinistra che muove subdoli attacchi ad un’associazione di estrema destra, quale è Casa Pound. L’Antifascismo, infatti, non è una prerogativa della Sinistra. Dalla Costituzione del mio Paese leggo infatti che esso dovrebbe accomunare tutti i cittadini italiani (lei compreso, caro Serale).
Secondo. Sui singoli punti del programma politico di CP ognuno può chiaramente avere la propria opinione a riguardo. Personalmente, alcuni mi sembrano utopistici e demagogici (come ho già scritto nel precedente articolo), altri di chiaro stampo razzista (quale gli accenni contro una società multirazziale) e altri ancora, invece, degni di rispetto e condivisione quali, per esempio, il diritto al lavoro o la lotta al potere delle multinazionali, vero e proprio flagello per milioni persone nel mondo. E come potrei essere contrario?
Terzo. Leggo la risposta del coordinatore regionale di CP il quale, ringraziandomi per i consigli, afferma che CP preferisce “assaltare il futuro e riprendersi tutto”. Contento lui. Io, al suo slogan, preferisco la frase di Gaber “Libertà è Partecipazione”. Mi ricorda inoltre che “3 fantasmi cuneesi (membri di CP, nda) hanno partecipato, subito dopo il terremoto, al Campo Base di Poggio Picenze (L'Aquila), assieme a altre decine di piemontesi”. Io, però, non ho criticato CP per l’attività sociale di alcuni suoi membri. Anzi, io stesso ho incoraggiato a coinvogliare tutta quest’energia nel volontariato sociale.
Ma ciò che mi stava a cuore sottolineare nel mio articolo è il fatto che insieme a queste azioni e proposte politiche, si tenti contemporaneamente di rispolverare la retorica, i modi e l’omologazione del fascismo, che all’Italia (e all’Europa intera) non han portato troppa fortuna. Ne approfitto poi per rimediare ad una mia svista. Il noto “dittatore italiota” di cui ho parlato non fu impiccato in Piazzale Loreto. Più semplicemente, il suo cadavere fu appeso ad una pompa di benzina. Mi scuso per l’errore, anche se esso non cambia il significato della frase e l’affetto che gli riservò la popolazione milanese.
Il mio articolo voleva inoltre mettere in guardia, gli eventuali lettori, a rifuggire facili e comode soluzioni per problemi complessi (quali la crisi economica e l’immigrazione sono). Infatti, è in momenti come quello che sta oggi attraversando l’Italia che si ha il rischio maggiore di scivolare nella dittatura. Crisi del ’29 docet.
Rimango sempre disponibile al confronto e grato ai miei interlocutori per avermelo concesso.

melchiades @ 13:30 | commenti (popup) | commenti
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